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Mistero Ufo
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Duello Aereo su Porto Rico

L'incidente di Cabo Rojo, sull'isola caraibica di Puerto Rico è uno dei più documentati e ricchi di testimonianze, da confutare ogni tentativo di cover-up da parte di organismi governativi e militari, nonostante sia avvenuto in uno Stato che è praticamente una colonia degli Stati Uniti: il cosiddetto cinquantesimo Stato degli USA. 

Il giornalista, nonché ufologo, Jorge Martin (v.) è colui che ha indagato sull'accaduto e ha potuto raccogliere testimonianze ed impressioni dalle numerose persone che vi hanno assistito. A Cabo Rojo, il 28 dicembre 1988 alle 19.35, alcune persone videro una luce di colore blu che si muoveva sopra le montagne della Sierra Berrneja, già luogo di numerosi altri avvistamenti. L'oggetto che, in un primo momento, appariva di forma semisferica, si rivelò in realtà facente parte di un oggetto molto più grande dall'aspetto triangolare.Ad un tratto questa sfera cambiò colore, passando dal blu originario ad un giallo brillante e dando l'impressione di infuocarsi terrorizzò chi stava assistendo all'accaduto.
Due caccia "F-14" della Marina america  svaniti durante un'intercettazione su Cabo Rojo

 Di lì a poco i testimoni videro entrare in scena tre caccia F-14 Tomcat, mentre sopra di loro un aereo-radar AWAC volava in copertura. Dopo qualche istante cominciarono le manovre di "ingaggio" da parte dei velivoli militari.
 La procedura di intercettazione dell' oggetto volante anomalo venne fatta da due F-14, mentre il terzo rimaneva più distante per proteggere le spalle ai due "cacciatori", come in caso di combattimento. Questi tentarono, quindi, un avvicinamento per costringere l'oggetto sconosciuto all'atterraggio, così come prevede la procedura nei casi di violazione dello spazio aereo nazionale. Ma i due aerei militari non ebbero modo di avvicinarsi all'UFO, che si muoveva, compiendo manovre improvvise, ad una velocità molto elevata, con sbalzi di quota repentini, riuscendo anche ad arrestarsi in volo. 
I due F-14, impotenti di fronte a simili prestazioni, cercarono di ridurre al minimo la velocità, agendo sul!' apertura delle ali a geometria variabile, così da consentire virate strette con un margine di recupero più ampio. Per ben tre volte l'oggetto lasciò che i due caccia, che a turno cercavano invano l'intercettazione, si approssimassero a lui, per poi eluderli con scatti improvvisi. Al terzo tentativo l'UFO si arrestò, mentre un F-14, che lo seguiva più da vicino, si trovò in rotta di collisione con la sua parte posteriore.La gente, che numerosa stava assistendo all'inseguimento, visse momenti di panico nel timore di uno scontro, con la conseguente esplosione dell' aereo mili tare e dell' oggetto dalla strana forma triangolare. Non appena però l'F-14 si trovò a ridosso dell'UFO, questi sparì, come se si fosse smaterializzato, tra lo stupore dei testimoni. Poco dopo il secondo F-14, che stava compiendo una manovra di avvicinamento e si trovava alla destra dell'oggetto sconosciuto, sparì come il primo. Il pilota del terzo "caccia", non appena si rese conto dell'accaduto, direzionò il velivolo verso nord e si allontanò dal teatro dell' azione. Avvenuto questo tre piccole luci di colore rosso fuoriuscirono dall'UFO, all'inseguimento dell'ultimo F-14 rimasto in volo, per poi sparire anch'esse verso nord; del terzo velivolo nessuno seppe più nulla. Il grosso oggetto triangolare, che intanto si era spostato dalla zona della Sierra Bermeja, ritornò verso il punto iniziale, sorvolando ad una quota di circa trenta metri le numerose palme che costeggiavano il lago Saman. Qui, un centinaio di testimoni furono spettatori di un epilogo dei fatti che lasciò tutti ancor più sconcertati. L'UFO a questo punto cambiò la sua forma originale: un'esplosione luminosa separò in due parti ben distinte l'oggetto, senza provocare alcun rumore di sorta. I due oggetti risultati dalla scissione presero direzioni diverse: uno si diresse a nord mentre l'altro a est, per sparire dall'isola a velocità vertiginosa. 
Le indagini, condotte da Jorge Martin, ebbero un risultato eccezionale ed eclatante, in quanto oltre cento persone ammisero di aver assistito alla stessa, identica dinamica dell' avvistamento e tutti disegnarono l'oggetto volante non identificato nello stesso modo, fornendo numerosi dettagli che coincidevano. Jorge Martin ipotizzò inoltre, dopo aver ascoltato diverse persone ed aver fatto un'indagine approfondita, che i velivoli militari da "caccia" dovevano essere della Marina degli Stati Uniti d'America, poichè quella sera nessun aereo della Guardia Nazionale portoricana si trovava in volo. Sembra, invece, che una base americana, di stanza nella zona caraibica, stesse compiendo esercitazioni proprio quella sera. Le fonti militari americane invece smentirono immediatamente la paternità dell' azione, negando l'accaduto ma, dalle fonti governative portoricane (e più precisamente dall'Ente Federale dell' Aviazione di SanJuan, venne però la conferma che vi era un' eserci tazione statunitense in corso nei Caraibi. Immediatamente dopo, l'Ente Portoricano per la Difesa Civile, la polizia ed il governo iniziarono un'azione per smontare e ridicolizzare ogni testimonianza dei fatti. Ma il maggiore impegno degli enti statali fu profuso nel cercare di disinformare la popolazione, per non permettere che quello che era stato visto da più di un centinaio di persone si estendesse.all'intera isola. Dato, però, che l'incidente era di grosse proporzioni e risultava difficilmente contenibile, il direttore dell'Ente per la Difesa Civile, colonnello José A.M. Nella, uomo di contatto della DIA, la Defence Intelligence Agency, to.) statunitense a San Juan, decise di mandare un lettera in cui spiegava la posizione dell'Ente in merito ai fatti. Secondo  l'Ente, la situazione era sotto controllo e le indagini sarebbero continuate per accertare fino in fondo la reale dinamica dell'evento. In ogni caso, quanto visto da così tante persone non era da considerare come una minaccia secondo l'amministrazione governativa, che non riteneva in pericolo i cittadini e il territorio di Porto Rico. La dichiarazione rilasciata dal colonnello Nolla mette in evidenza l'ammissione, da parte di un rappresentante della DIA, dell'esistenza di oggetti volanti non identificati. Nella lettera, inoltre, il colonnello cita il coinvolgimento nei fatti di enti portoricani che da sempre avevano negato ogni loro interessamento ad eventi riguardanti gli UFO; tra questi spicca il radio-osservatorio astronomico di Arecibo. La documentazione raccolta da Jorge Martin sull'incidente di Cabo Rojo fu talmente schiacciante da non lasciare dubbi: si trattò di un oggetto volante anomalo. Questo costrinse gli organi ufficiali a prendere una posizione, ammettendo il loro interesse per il fenomeno UFO: e la cosa strabiliante fu che tutto ciò avvenne in un paese che rientra nello scacchiere NATO. Protagonista di un incontro ravvicinato verificatosi la mattina del 14 maggio 1988 fu Amaury Rivera, un giovane portoricano che asserì di essere entrato in contatto con l'equipaggio del disco volante che egli stesso aveva fotografato mentre era inseguito da due intercettori. "Una sera, mentre tornavo a casa dopo una giornata di lavoro, incontrai lungo la strada due piccoli esseri che mi condussero in un luogo dove c'erano altre persone, probabilmente gente di Porto Rico. 
Entrò in scena un  terzo essere che affermava di provenire da un altro pianeta: era vestito di nero, aveva la pelle scura con lunghi capelli neri e ci parlò normalmente senza usare la telepatia. Improvvisamente ci mostrò degli ologrammi e fu come se stessimo viaggiando virtualmente nello spazio: c'era il pianeta da cui diceva di provenire, le case, la sua gente; il secondo ologramma mostrava un meteorite che sarebbe dovuto precipitare sulla Terra nel prossimo futuro, nei pressi di Porto Rico, causando però gravissimi danni su tutto il pianeta. Infine il terzo ologramma mostrava il nostro 'futuro': ci sarebbe stato un unico Governo,situato su un'isola artificiale in un mare scuro e inquinato. 
Alla fine fui ricondotto nella mia auto e improvvisamente, come se mi fossi destato da un sonno, vidi degli aerei nel cielo, presi la macchina fotografica e scattai alcune foto. Mi resi conto solo dopo qualche momento di smarrimento che si trattava di tre aerei militari che stavano rincorrendo uno strano oggetto, compiendo attorno ad esso delle strane evoluzioni." Per Jorge Martin il caso di Amaury Rivera fu di notevole importanza, in quanto oltre a riportare una serie di descrizioni dettagliate, era corredato di numerose fotografie dell'oggetto su cui il giovane era stato condotto. 
Uno degli alieni era di aspetto umano, mentre gli altri due erano piccoli e dissero di essere degli androidi organici, genetici o biologici, che potevano rimanere per un certo periodo nella nostra atmosfera senza mettere in pericolo la loro vita. Nel corso delle sue indagini Martin individuò altri testimoni, che erano stati protagonisti di casi analoghi pur se in luoghi differenti, raccogliendo testimonianze ancor più dettagliate. Da uno di questi, il pescatore Andres Maldonado, venne a conoscenza del nome dell'alieno che aveva parlato con Rivera e del fatto che altre quattordici persone avevano assistito a quell'incontro insieme a lui. Su tutti questi casi, Wendell Stevens, ex colonnello dell' USAF, compì' approfondite indagini. I suoi primi contatti con Rivera non furono molto facili, dal momento che Amaury era ancora terrorizzato dall'esperienza che aveva vissuto ed appariva riluttante a rilasciare alcun tipo di dichiarazione. Fortunatamente dopo una serie di incontri che gli fecero acquistare fiducia in sé stesso, riuscì a parlare chiaramente di quello che gli era accaduto, controllando freddamente gli stati emozionali provocati da tale rievocazione. Le sue foto, invece, furono fatte analizzare da un laboratorio di Scottsdale, che collabora con la  NASA, e ne risul tò che sia l'oggetto discoidale quanto l'aereo si trovavano ad una distanza compresa fra i cinque e gli otto chilometri dall' obiettivo fotografico. L'aereo era in movimento, mentre l'oggetto era immobile o procedeva ad una velocità estremamente sostenuta; le condizioni ambientali erano ottime e questo escluse la possibilità che si trattasse di un montaggio, di riflessi o di una qualsiasi forma di manipolazione. Qualche tempo dopo l'incidente quattro uomini, che dichiararono di appartenere alla eIA, si recarono presso l'abitazione di Amaury chiedendogli di consegnare le foto e i negativi ma, di fronte al suo rifiuto, esibito un mandato, gli perquisirono la casa, non trovando però il materiale, che era stato accuratamente nascosto. Questo non fu il solo caso di intimidazione. Infatti dopo tali episodi, numerose altre persone, specialmente di sesso femminile, furono coinvolte in rapimenti, effettuati da piccoli alieni di colore grigio con grandi teste, sempre con lo stesso scopo: manipolazioni genetiche per modificare il nostro sistema riproduttivo. Infatti alcune esperienze di presunto "rapimento" parlano di intrusioni di piccole creature perpetranti sequestri finalizzati, apparentemente, a scopi di ibridazione  ma non se ne è avuto riscontro, se non per le indagini condotte da Michael Hesemann, che non è possibile in alcun modo certificare. Sui casi di Porto Rico, nel complesso, è molto prematuro trarre conclusioni, soprattutto in merito all' attendibilità delle testimonianze, se non per quanto indagato direttamente da Jorge Martìn. Di certo, la zona è al centro di continue intrusioni che nulla hanno a che vedere, come causa, con le forze aeree degli Stati Uniti, se non in quei concitati momenti che hanno evidentemente posto, e continuano a porre Porto Rico in uno stato d'allerta, per la sua troppo stretta parentela con gli Stati Uniti, quindi solo come azione di contenimento di effetti indesiderati. 
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