Overblog Tutti i blog Blog migliori Scienza e tecnologia
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Mistero Ufo
Pubblicità

Gli E.T. rispondono con saluti di pace

 Il sensazionale caso di Boianai.
L'amichevole colloquio a distanza fra un missionario e gli occupanti di un UFO
Papua, Nuova Guinea: 1959.  L'anno fu contrassegnato da 79 segnalazioni di UFO e di queste ben 61 tra giugno e luglio dello stesso anno.
27 casi furono riportati in tre sere consecutive, i più singolari dei quali testimoniati da un prete inglese, il reverendo William Gill, della missione di Boianai. 
Alle 18:45 del 26 giugno, padre Gill notò il pianeta Venere nel cielo, visibile fra addensamenti di nuvole basse ma, sopra di esso, vide anche "un oggetto scintillante", molto luminoso, che dopo un po' scese verso la missione. Gill chiamò due membri del personale, cui presto si aggiunsero altri, interessati all'insolito spettacolo. 

L'UFO era di forma circolare, con una larga base e quattro "zampe" che sporgevano dal basso. Quattro figure apparvero sul ponte superiore e per 15 minuti si mossero all'interno del velivolo, scomparendo di tanto in tanto alla vista. 
Alle 19:10 le nuvole si addensarono nel cielo; l'ordigno rimase visibile sotto di esse per altri 1O minuti, poi si innalzò verticalmente, venendone nascosto. 
Passò più di un' ora e un altro UFO apparve, librandosi sopra la missione, e nelle due ore successive, oggetti più piccoli presero ad andare e venire attraverso le nuvole che ne riflettevano la luminosità sottolineandone i movimenti apparentemente circolari e repentini. All'imbrunire del giorno dopo un ulteriore avvistamento fu segnalato da un' infermiera dell' ospedale della missione a padre Gill il quale, insieme a una dozzina di persone, osservò un oggetto che emanava un intenso bagliore bluastro e si librava ad un centinaio di metri dal suolo. 
Di nuovo, quattro figure apparvero sul ponte superiore dell'UFO e poiché una sembrò rivolgere il suo sguardo in giù, verso il gruppetto di osservatori, il missionario fece un gesto con la mano in segno di saluto. Ricevuta risposta il reverendo salutò con entrambe le mani e la figura in alto fece lo stesso. Lo scambio di segnali amichevoli andò avanti, coinvolgendo alla fine tutti e quattro gli esseri a bordo dell'UFO. A questo punto padre Gill fece delle segnalazioni con una torcia, dirigendo il fascio di luce verso il suolo, ma, ottenendo solo alcuni cenni di risposta e deluso dal fatto che gli ufonauti non facessero nessun tentativo di atterraggio, desistette da altri tentativi e andò tranquillamente a cena. Quella sera, gli oggetti volanti vennero avvistati anche in altri tre villaggi della zona e riapparvero il 28 giugno, a partire dalle 18:45 circa fino alle 23:20, anche in numero di otto alla volta, ma stazionarono alti nel cielo e non furono viste figure come su quello che aveva sorvolato a bassa quota la missione.
Nel 1959, Papua era sotto l'amministrazione australiana. Gli investigatori della Reale Aeronautica Australiana conclusero che almeno tre degli oggetti erano pianeti, che apparivano deformati dall'atmosfera per l'instabile clima tropicale. 
Dal canto loro, Jacques Vallée (v.) e Allen Hynek to.), i più noti e autorevoli utologi mondiali dell' epoca, considerarono il caso come uno dei più meritevoli di essere  studiati data la credibilità del reverendo Gill e il gran numero di testimoni presenti.
Infatti, nel momento del colloquio gestuale fra terra e cielo, ben 130 indigeni si erano radunati sul luogo dell' avvistamento per festeggiare e salutare l'astronave e il suo equipaggio. 
Hynek studiò personalmente il caso, rimanendo colpito dalla sincerità del racconto del reverendo Gill, il quale gli rivelò di non aver pensato ad una presenza extraterrestre, ma di aver creduto di trovarsi di fronte ad un nuovo tipo di velivolo costruito dagli americani. Si è detto che alcuni casi di avvistamento di UFO possono essere spiegati come visioni dovute a tensioni, stress, crisi di valori e di aspettative, sia individuali che collettive, che colpiscono l'uomo civilizzato del nostro tempo. 
Ma in questo episodio siamo di fronte ad una comunità indigena, testimone di un avvistamento in condizioni del tutto estranee alle tensioni caratteristiche del mondo industrializzato ed ignara della tecnologia evidenziata nelle apparizioni della Nuova Guinea, molto numerose quell'anno.
Nell'ottobre del 1960, un altro pastore della Chiesa anglicana, il reverendo Lionel Browning, fu infatti testimone di un sensazionale avvistamento di UFO in Australia, sull'isola di Tasmania, e il caso ebbe ampio risalto sulla stampa internazionale. La prima a scorgere l'oggetto nel cielo fu la moglie di Browning, che richiamò subito la sua attenzione. L'uomo, inizialmente restio a rivelare questa circostanza da lui stesso ritenuta troppo fantastica, asserì in seguito di essersi affacciato alla finestra del proprio rettorato e di essersi trovato di fronte ad uno spettacolo inverosimile. Nel cielo azzurro spiccava un grande arcobaleno e accanto, sbucato improvvisamente dalle nubi, si stagliava la sagoma di un grande oggetto grigio a forma di sigaro, lungo almeno un centinaio di metri, con una superficie liscia e uniforme, che procedeva ad una velocità di circa cento chilometri orari. Dalle nuvole comparvero improvvisamente cinque o sei oggetti di minori dimensioni, a forma di piatto sormontato da una specie di cupola, che si mossero velocemente in direzione del sigaro (a cento metri di altezza) e, dopo aver sostato nei pressi di esso per alcuni minuti, scomparvero di nuovo. 
Gli abitanti della zona riferirono di aver udito, quel giorno, delle forti detonazioni rimaste senza spiegazione. 
E' interessante notare l'analogia fra questo e altri casi, avvenuti anche a grande distanza (come quello di Oloron, in Francia, nel 1952) (cfr. Sez. I), implicanti la presenza di un grande "sigaro volante" e di altri oggetti più piccoli che gli volteggiavano intorno.
Pubblicità
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post