La storia del primo accoppiamento documentato
tra un umano e un extraterrestre
ll giovane brasiliano di 23 anni, Antonio Villas Boas, stava lavorando i campi con un trattore, in una fattoria presso la cittadina di S. Francisco di Sales, quando verso l'una di notte, fra il 15 e il 16 ottobre 1957, vide comparire improvvisamente in cielo un oggetto molto luminoso e di colore rosso, che stava scendendo verso terra.
L'UFO, che avvicinandosi rivelò una chiara forma ad uovo, atterrò sul campo a circa 15 metri dal ragazzo. Sulla sua superficie c'erano delle luci viola, mentre altre, di colore rosso, illuminavano tre "speroni" posti anteriormente. La parte superiore della macchina, a forma di cupola, girava in senso antiorario e cambiava colore, passando dal rosso al verde, mentre rallentava per effettuare l'atterraggio.Antonio, terrorizzato, cercò di fuggire con il trattore, ma riuscì' a percorrere solo pochi metri perché il motore si spense misteriosamente; cercò quindi di fuggire a piedi attraverso il campo arato ma, improvvisamente, si senti afferrare per un braccio e, voltatosi, vide un essere più basso di lui (alto circa un metro e 60 centimetri), ricoperto da una tuta e con una maschera sul volto.
Il contadino riuscì' a divincolarsi, ma venne subito raggiunto da altri tre esseri che lo trascinarono verso l'apparecchio. Con una scala retrattile, fu innalzato, introdotto nella macchina, poi condotto in una stanza piccola, di forma quadrata, molto illuminata e con pareti metalliche. All'interno trovò cinque creature che indossavano vestiti aderenti, fatti con un materiale soffice, grigio, a strisce irregolari e che sul capo avevano larghi caschi, rinforzati da bande di metallo, da cui scendevano cinque tubi di cui due finivano sotto ogni ascella ed uno dietro le spalle.
Le loro calzature, dotate di una spessa suola, e gli ingombranti guanti che indossavano sembravano fare tutt'uno con i loro abiti. Antonio fu poi portato in un' altra stanza, di forma ovale. Gli alieni cercarono di comunicare con lui, emettendo suoni simili a latrati e guaiti, a volte più lunghi, a volte più brevi, che variavano di tono e di intensità.
Non riuscendo nel loro intento, gli alieni spogliarono la loro vittima e uno di loro gli strofinò su tutto il corpo una specie di spugna imbevuta con un liquido simile all'acqua, ma più denso. Sebbene facesse resistenza, Antonio, cosparso di tale sostanza, fu condotto, attraverso una porta (su cui c'erano delle "lettere rosse" che egli poi riprodusse per gli investigatori), in una nuova camera arredata con poche sedie ed un divano.
Qui gli alieni gli applicarono sulle guance un tubo di gomma con una specie di calice all' estremità e gli prelevarono un campione di sangue. A questo punto un odore strano riempì la stanza facendolo stare male e per oltre mezz'ora fu lasciato solo. Alla fine si aprì la porta e comparve una donna che egli definì "più bella di quante ne avessi mai visto prima". Stava in piedi davanti a lui, completamente nuda, con i capelli biondi, divisi nel mezzo, che le scendevano fino alla metà del collo; la peluria pubica, invece, era di un colore rosso vivo. Aveva il mento a punta, il naso piccolo e dritto, le labbra sottili, gli zigomi sporgenti e grandi occhi azzurri. Il suo corpo, disse Villas Boas, era snello.
Gli alieni fecero poi visitare a Villas Boas l'interno dell' apparecchio e durante questo frangente egli cercò di impadronirsi di uno strumento, cosa però che gli fu impedita; infine fu ricondotto a terra, attraverso la scaletta. A quel punto la parte superiore del veicolo cominciò a ruotare, le luci tutte intorno si fecero più intense, quindi l'UFO decollò, prima con un lieve sbandamento laterale, poi innalzandosi verticalmente scomparve nel cielo come un proiettile. Antonio Villas Boas era rimasto a bordo dell' oggetto per 4 ore e 15 minuti.
Nel 1978, ormai avvocato, felicemente sposato e padre di 4 figli, l'ex contadino apparve alla televisione brasiliana e confermò la sua versione dei fatti, aggiungendo solo un dettaglio: la donna, durante il secondo rapporto aveva preso un campione del suo liquido seminale. Diversamente da molti altri rapiti, Villas Boas non ebbe bisogno dell'ipnosi per ricordare la sua avventura e fornirne un resoconto dettagliato. Questo fu il primo caso di abduction conosciuto ed anche il primo esempio di manipolazione genetica, tendente con tutta probabilità a creare un ibrido da due razze: quella terrestre e quella aliena.