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Mistero Ufo
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Le rovine di Sacsahuaman

tratto da Gli architetti del tempo di Z.Sitchin
Sacsahuaman, il promontorio che sovrasta Cuzco è a formato da un triangolo con la base rivolta verso la catena montuosa alla quale il Promontorio stesso fa da bordo, con i due lati formati da gole profonde e la cima che si staglia circa 250 metri sopra la città che sta a valle.

Il promontorio può essere diviso in tre parti. La parte più ampia, che forma la base del triangolo, è dominata da grandi blocchi di roccia che emergono dal terreno, e che qualcuno - «giganti», secondo le tradizioni locali - ha tagliato e modellato, con incredibile facilità e con angolazioni che devono aver richiesto attrezzi sofisticati: il tutto a formare enormi gradini o piattaforme, oppure scale rovesciate, in cui la roccia, oltretutto, è perforata da intricate scanalature e nicchie. La sezione mediana è formata da una superficie molto ampia che è stata spianata a formare una vasta area livellata. 
Questa parte è nettamente separata dalla vetta triangolare e più elevata del promontorio per mezzo di una struttura in pietra davvero unica.
Essa è composta da tre mura possenti che si estendono parallelamente a zigzag l’una all’altra da un capo all’altro del promontorio . Le mura sono costruite in modo tale da innalzarsi una dietro all’altra, fino a un’altezza di circa 18 metri. 
Sono fatte di quei colossali blocchi in pietra poligonale che rappresentano il tratto distintivo dell’Era Megalitica; quelle in prima fila, che sostengono i terrapieni che fanno da terrazze rialzate per la seconda e la terza fila, sono le più grosse.
I blocchi più piccoli pesano da 10 a 20 tonnellate; molti sono alti 4 metri e mezzo e larghi o spessi da 3 a 4 metri; altri sono ancora più grandi: uno di quelli della prima fila, in particolare, è alto otto metri e pesa più di 300 tonnellate. Come i megaliti del Machu Picchu, anche questi di Sacsahuaman furono trasportati da grandi distanze, accuratamente lavorati e modellati perché assumessero la caratteristica forma poligonale e tuttora rimangono ben incastrati gli uni negli altri senza l’impiego di malta. 
Da chi, quando e perché furono costruite queste strutture così piene di gallerie, canali, condotte, fori e altre strane forme intagliate nella roccia? Leggende e tradizioni locali le attribuiscono a «giganti». Gli Spagnoli, come scrisse lo storico Garcilaso de la Vega, pensavano che fossero stati «costruiti non da uomini ma da demoni». Squier scrisse che le mura di forma sinuosa rappresentavano «senza dubbio il maggiore esempio dello stile cosiddetto ciclopico tuttora visibile in America», senza tuttavia proporre alcuna spiegazione o teoria.
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