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Mistero Ufo
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La piramide di luce di La Mana

Straordinari oggetti sono stati ritrovati nella giungla dell’Ecuador, in una località chiamata La Mana. Una collezione del tutto inspiegabile, ricca di simbologie esoteriche, che richiama a un passato dimenticato e alla scomparsa terra di Mu.
Storici e scienziati fanno il possibile per esplorare il nostro passato nel modo più esauriente possibile. Eppure gli studiosi hanno a che fare sempre più spesso con ambiti di ricerca che, come prima, sono avvolti dall’oscurità e non ci danno pace. 
È il caso della collezione più straordinaria del mondo: i misteriosi oggetti di pietra provenienti da La Mana, antica città dell’oro situata in mezzo alla giungla dell’Ecuador.
  La piramide e l’occhio
"A Quito, capitale dell’Ecuador, fummo subito ricevuti dal dottor Hampejs, insieme al quale raggiungemmo un piccolo luogo fuori città. Nessuno, in quei dintorni, sospetterebbe l’esistenza di inusuali tesori provenienti da epoche nascoste. Qui incontrammo per la prima volta German Villamar, imprenditore agricolo e coordinatore di seminari, probabilmente il possessore dei pezzi più insoliti del mondo.
Quando questi ci condusse nel suo soggiorno, manifestammo uno stupore incontenibile. Su un tavolo erano stati disposti circa 50 oggetti in pietra e in terracotta: pietre di diversa lunghezza, dalle fattezze bizzarre e con singolari deformazioni, teste di serpente in pietra, piatti con strane incisioni e spirali, sculture di argilla dalle anomale caratteristiche e molto altro ancora.
Un oggetto in particolare ci aveva affascinato e colpito più di tutti: una piramide in pietra sulla quale è stato incastonato un occhio e dove sono stati incisi 13 gradini. Ad uno sguardo più attento si è capito che l’occhio è stato lavorato con la pietra e incastonato nell’oggetto piramidale. Il suo colore è grigio, come la piramide stessa. Riconoscemmo subito quest’antichissima simbologia. La troviamo descritta in diverse tradizioni, ad esempio nella Bibbia, nonché connessa alla Corporazione del Serpente, una società segreta esistente in oriente da tempi remoti. Più tardi questa simbologia si ritrova nelle logge massoniche, nel simbolismo alchemico e nelle società segrete degli Illuminati. Come ulteriore conferma, German Villamar tirò fuori una banconota da un dollaro, sulla quale si trova raffigurato quello stesso simbolo. Di questa simbologia della piramide si è già parlato da secoli. Sono state esposte diverse teorie, discusse in modo controverso.
La cosa diventava sempre più avvincente: dopo aver visionato tutti gli oggetti che si trovavano sul tavolo, German Villamar ci condusse in una buia stanza attigua. Pose la piramide su un tavolo e accese una lampada a raggi infrarossi. In quel momento ammutolimmo tutti. L’occhio della piramide emanava luce come un vero occhio divino, e i gradini apparivano come incisioni azzurrognole. L’immagine offriva una visione quasi spettrale! Questa piramide di pietra era realmente qualcosa di particolare.
Dopo questa presentazione appassionante, esaminammo l’oggetto molto attentamente e notammo qualcosa di sorprendente: ai piedi della piramide si potevano riconoscere dei piccoli intarsi dorati, raffiguranti la costellazione di Orione. 
Sopra vi erano state apposte incisioni, inizialmente caratteri indecifrabili. Solo mesi più tardi venimmo a conoscenza del contenuto di questi segni. Secondo una traduzione fatta dal professor Kurt Schildmann, presidente della Società Linguistica Tedesca, quel testo criptico significherebbe: “Il figlio del creatore è in viaggio”.
Dalla visione della maggior parte degli artefatti si è potuto notare che essi non hanno alcuna relazione con l’esistente cultura precolombiana. Sono falsificazioni moderne? Ma chi sarebbe stato capace di produrre un simile oggetto? E per quale motivo? Come sono giunti in Ecuador questi strani pezzi? Chi li ha realizzati, quando e a quale scopo?"
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