Un team internazionale di astronomi è riuscito, grazie al telescopio CSIRO di catturare l'immagine dell'espulsione della supersonica materia cosmica che risale a due milioni di anni luce.
Si tratta dello straordinario materiale supersonico rilasciato nel centro della galassia PKS 0637-752 che un team internazionale di astronomi è riuscito a catturare attraverso alcune immagini. La distanza stimata e' di circa due milioni di anni luce e questa espulsione ricorda la fiamma emessa dai reattori a getto. Come spiegato dal dottor Goffredo Leith del Centro Internazionale per la Ricerca di Radio Astronomia : "la cosa interessante è che l'immagine che potete vedere in questo jet cosmico viene riprodotta nello stesso modo dai motori a reazione.Sappiamo che questi getti di materia si verificano quando il materiale viene catturato da un buco nero al centro di una galassia, ma molti dettagli di questo fenomeno non sono ancora noti.
Non sappiamo ancora come si verificano e da cosa sono costituiti questi questi getti che sono stati studiati per decenni attraverso la radioastronomia ", ha dichiarato il dottor Godfrey, principale autore dello studio pubblicato su Astrophysical Journal Letters. Ciò non significa, tuttavia, sottovalutare la scoperta perché il materiale a getto osservato è il più grande oggetto cosmico mai osservato nell'Universo. E' piu' grande di quasi 100 volte rispetto alla Via Lattea. Tuttavia, secondo gli astronomi della Sci-News " per capire come le galassie si formano e si evolvono e' fondamentale comprendere questi getti di materia che sono estremamente potenti e si stima che possano prevenire lo sviluppo di determinate stelle nelle galassie vicine, limitando così il potenziale di crescita di queste, e quindi influenzare l'universo così come lo osserviamo oggi. " La nuova immagine ottenuta fornisce dettagli mai visti prima d'ora. Ma la significativa emissione di raggi X prodotta da questi getti è attualmente difficile da spiegare con le attuali conoscenze.
Come spiegato dal dottor Jim Lovell dell'Università di Tasmania e co-autore dello studio, "La nostra scoperta è un passo avanti verso la comprensione di come questi oggetti giganteschi emettano radiazioni simili ai raggi X e indirettamente, ci aiuteranno a capire da cosa sono composti questi getti di materia. "