La Russia è diventata il paese in cui le profezie sulla fine del mondo stanno imperversando come in nessun altro luogo del pianeta, con alcune aree che vivono autentiche epidemie di panico. L'espansione del fenomeno Maya è diventato tale che il primo ministro aveva negato in TV che il mondo sarebbe finito il 21 Dicembre 2012 , includendo l'ipotesi dei tre giorni di black-out,come avevano annunciato le altre versioni profetiche.

"Voglio dire una parola circa l' Apocalisse : basta non pensarci, visto che celebreremo la festa di Capodanno 2013 ", ha dichiarato il primo ministro russo Dmitry Medvedev.
Altri leader di governo avevano fatto dichiarazioni simili, ma finora tutto sembra cadere nel vuoto, a causa dell'impatto emotivo provocato dalla televisione russa che continua a fare previsioni, che consiglia il modo migliore per raggiungere la sicurezza nei luoghi più sicuri del vasto territorio dell'ex Unione Sovietica e cosa portare al seguito nel caso in cui si decidesse di fuggire per "da salvarsi".
Alcune località a est degli Urali hanno esaurito le scorte alimentari, mentre le piccole repubbliche e la vasta tundra, sembrano temere l'inverno incipiente.
La gente,temendo il peggio, avrebbe scavato delle gallerie facendo scorta di farina, lzucchero e cherosene.
Ci sono città in Siberia, dove si vendono numerose candele e fiammiferi, secondo quanto riportato dalla pubblicazione digitale Gazeta.ru, che riconosce che il popolo russo e' particolarmente "incline alla paura mistica ed escatologica".
Nella repubblica siberiana di Buriazia, il cibo scarseggia a causa dell' eccessivo accaparramento di scorte mentre nella Repubblica di Altai, al confine del Kazakistan,si ritiene di essere uno dei luighi più "sicuro" prima del cataclisma.
Il governatore di Altai,attraverso alcune riviste e televisioni, aveva dichiarato che la regione degli Altai sarebbe l'unica zona del pianeta a non essere interessata "dalla pioggia di meteoriti, incendi, terremoti o un'alluvioni."
Coloro che stanno approntando il "kit di sopravvivenza" nella città siberiana di Tomsk, hanno incluso le seguenti scorte:
un kit di compresse per purificare l'acqua, candele, fiammiferi e, naturalmente l'immancabile bottiglia di vodka che vale più di mille rubli (circa 25 euro).
Nel frattempo nella città di Chelyabinsk, negli Urali, alcuni superstiziosi hanno organizzato una bevuta sul ghiaccio come un gateway per la cittadella Maya, convinti che questa barriera li salverà da quello che sta per accadere.