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Mistero Ufo
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I RE DI ATLANTIDE DIVENTARONO GLI DÈI

                                                   tratto da Atlantis, the Antediluvian World
Il culto del sole,come antica religione di Atlantide, era alla base di tutte le superstizioni delle colonie di quel paese.
La donna Samoieda dice al sole: "Quando tu, Dio, ti alzi,anch’io mi alzo dal letto". Ogni mattina, anche ora i brahmani stanno su un piede solo, con le mani tese davanti a loro e col viso rivolto ad est, adorando il sole.
"In Germania o in Francia si può ancora vedere il contadino togliersi il cappello perché il sole sorge" ("Anthropology", p. 361). Anche i Romani, in tempi posteriori, adoravano il sole a Emesa, sotto il nome di Eliogabalo, "raffigurato sotto la forma di una pietra nera conica,che si riteneva fosse caduta dal cielo". La pietra conica era l’emblema di Bel. C’era un rapporto tra i tumuli e le piramidi?
Il culto del sole era la religione primitiva dei pellerossa d’America. E’ stato trovato fra tutte le tribù. (Dorman, "Origine delle superstizioni primitve”, p. 338). I Chichimec chiamavano il sole il loro padre. I Comanche hanno una credenza simile.
Tuttavia, rispetto alle nazioni antiche come gli Egiziani e i Babilonesi, i Greci erano bambini. Un sacerdote di Sais disse a Solone:"Voi greci siete novizi nella conoscenza dell’antichità. Siete ignoranti di ciò che accadde qui o tra di voi nei tempi antichi. La storia di ottomila anni è depositata nei nostri libri sacri,ma posso risalire a un’antichità molto più elevata e dirti quello che i nostri padri hanno fatto per novemila anni, voglio dire le loro istituzioni, le loro leggi e i loro risultati più brillanti".
I Greci, troppo giovani per aver condiviso la religione di Atlantide, tuttavia, conservando un ricordo di quel grande paese e della sua storia, continuarono a convertire i loro re in divinità, e a raffigurare Atlantide stessa come il cielo della razza umana. Così troviamo un grande culto solare o della natura nelle nazioni più antiche, mentre la Grecia non ha nulla,se non un guazzabuglio incongruo di dèi e dee, che sono nati e mangiare e bere e fare l’amore e rapire e rubare e morire, e che sono venerati come immortali, pur in presenza di monumenti che testimoniano la loro morte.
"Si ritiene che questi dèi, che si occupavano attivamente delle cose del mondo, fossero immortali, anche se non eterni nella loro esistenza. A Creta si narrava persino una storia della morte di Zeus, e si additava la sua tomba". (Murray, "Mythology", p. 2)
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