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Mistero Ufo
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IPOTESI UFOLOGICA DELLA STRAGE DI USTICA

Studio di Umberto Telarico
a cura di Giulia Ciappa e Walter Radica
Questo studio si propone di far conoscere ad un pubblico più vasto possibile come, nello scenario degli eventi che portarono la sera del 27 giugno 1980 all’abbattimento del DC-9della compagnia ITAVIA,
 nel cielo dell’isola di Ustica, (ossia al centro del cosiddetto Triangolo del mar Tirreno), si trovino numerosi indizi sostanziali del fatto che la causascatenante di questo tragico evento possa benissimo essere stata un’operazione militareaero-navale effettuata dagli Stati Uniti congiuntamente ad alcuni paesi della NATO (GranBretagna, Francia e Italia), finalizzata all’intercettazione e tentato abbattimento di uno opiù UFOs (ossia Oggetti Volanti Non Identificati) di origine allogena, i quali seguivano – giàda qualche tempo e da molto vicino – il trasporto civile in questione.Quest’ultimo,pertanto, sarebbe stato colpito per errore da uno o più missili “amici” diretti contro tali UFOs.
ANALISI TECNICA SULL’INQUIETANTE IPOTESI DI UNA COMPONENTE UFOLOGICA NELLA STRAGE DEL DC-9 ITAVIA, VERIFICATASI NEL CIELO DI USTICA LA SERA DEL 27 GIUGNO 1980
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In base a quanto emerso dal nostro studio principale sul disastro aereo in oggetto, i punti salienti dell’intera questione possono essere così riassunti:
A) PREMESSE GENERALI
1) Un’alta percentuale di fenomeni UFOs si registra nelle aree del pianeta sedi di
installazioni di interesse strategico-militare e/o sedi, al momento di tali apparizioni di
“oggetti volanti non identificati”, di esercitazioni militari;
2) A volte, nelle aree geografiche dove il fenomeno UFO è in genere particolarmente intenso, oppure è in atto un’ondata (flap) di manifestazioni UFOs,si registrano degli incidenti aerei dalle caratteristiche di difficile collocazione,in uno schema convenzionale ;
3) Sono stati registrati numerosi casi di intercettazione e conseguente tentativo di abbattimento di UFOs da parte di forze militari terrestri, appartenenti a varie nazioni;questo anche nell’ambito di esercitazioni militari, alcune delle quali volte a “coprire” vere e proprie azioni di guerra contro tali aeromobili e/o oggetti sottomarini sconosciuti
 4) A livello dei vertici governativi ed istituzionali mondiali, il fenomeno ufologico diversamente da quello che viene fatto credere all’opinione pubblica internazionale,essendo ritenuto un fenomeno “potenzialmente ostile”e pertanto, legato alla “sicurezza nazionale”   è oggetto di ricerche coperte dal massimo livello di segretezza
5) Sullo scacchiere internazionale, la linea politica governativa, relativa alla questione degli UFOs e fenomeni connessi (intesi come la manifestazione hard della presenza edinterferenza, nel nostro ambito planetario, di intelligenze aliene), è decisa dalle maggiori potenze nucleari quali USA, Russia, Inghilterra e Francia. Anche la Cina,quale potenza nucleare, nonostante si consideri in “contrapposizione ideologica” con le sopra citate nazioni leader occidentali, riguardo la problematica degli UFOs e relativa “interferenza aliena”,porta avanti una politica improntata sul cover-up del tutto simile a quella delle altre potenze.Una tale linea politica comune (caso – questo - davvero raro fra le nazioni della Terra),dovrebbe farci comprendere come, nel caso del fenomeno degli UFOs, sia perseguita a livello internazionale una politica di “mutua assistenza” e “collaborazione” ovviamente, anche sul piano militare - per la difesa ad oltranza (ossia con ogni mezzo e senza alcuna remora), di comuni quanto fondamentali interessi legati alla sicurezza nazionale e, nel caso specifico, alla sopravvivenza stessa del sistema di potere politico,economico e religioso.
 CONSTATAZIONI SPECIFICHE
1) Nell’area geografica comprendente la Sicilia, la Sardegna e parte della Campania si trovano numerose installazioni d’interesse strategico-militare come, ad esempio,la base aerea di Sigonella, l’aeroporto militare di Elmas, il poligono missilistico di Perdasdefegu (Quirra), la base navale della Maddalena, la base aerea di Decimomannu, la regione del Sulcis,il centro radar di Licola, la base NATO di Bagnoli, ecc. Inoltre,detta aerea del marTirreno è stata ed è spesso teatro di manovre militari NATO;
2) Il basso Tirreno, al pari di altre aree marine tristemente note come il Triangolo delle Bermuda (nell’Oceano Atlantico occidentale),il Triangolo del Drago dell’Oceano Pacifico (in Giappone), il Triangolo dei Grandi Laghi (tra il Canada e gli Stati Uniti) ecc.,è sempre stata un’area contraddistinta da un’intensa attività di tipo ufologico e “misterioso”,caratterizzata dai seguenti fenomeni:
a) Alto numero di avvistamenti UFO;
b) Immersione e/o emersione di UFOs;
c) Presenza di Oggetti Sommersi Non Identificati o U.S.O.;
d) Naufragi di natanti attribuiti alla collisione con U.S.O.;
e) Scomparsa di aerei e natanti;
f) Ritrovamento di natanti privi di equipaggio a bordo
) Incidenti aerei anomali;
h) Black-out radio;
i) Boati “fantasma”; 
Il giorno della tragedia di Ustica erano in corso delle esercitazioni militari aero-navali nel medio e basso mar Tirreno, esattamente in uno specchio di mare a sud-est della Sardegna, nel tratto compreso tra i comuni di Villaputzu e Siniscola. La zona interessata da tali manovre era indicata con la lettera B nella cartina allegata ad un’ordinanza di sgombero,la numero 79,emessa dal Comando in capo del Dipartimento Militare Marittimo del basso Tirreno, con sede a Napoli. Secondo tale documento, inviato alla stampa nel novembre del 1988 dall’allora vicesegretario nazionale del Partito Sardo d’Azione Mario Carbone,le esercitazioni a fuoco erano programmate dal 16 al 30 giugno compreso, e si sarebbero svolte ogni giorno dalle ore 08:00 alle ore 19:00. L’allora ministro Zanone ha sempre sostenuto che ogni tipo di manovra era conclusa alle ore 09:00 di mattina del 27giugno 1980. Ma in tale comunicato ufficiale non si fa alcun cenno ad un’ulteriore esercitazione programmata in quei giorni, preannunciata dall’ordinanza di sgombero disposta dal Comandante in capo del Dipartimento Militare Marittimo del basso Tirreno,l’ammiraglio di squadra Angelo Monassi (vedi “la Repubblica” del 17 novembre 1988)
23) Altra conferma del fatto che, al momento della sciagura del DC-9 Itavia, erano effettivamente in corso delle manovre militari, viene dalla “Rivista marittima”,
organo ufficiale della Marina Militare Italiana. 
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