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Mistero Ufo
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UN COMPUTER DI PIETRA

da Gli Architetti del Tempo di Zecharia Sitchin
La nozione o il ricordo di ere cicliche che interessano la Terra e l’umanità non è limitata al Vecchio Mondo. Quando Hernan Cortés venne accolto dal re azteco Montezuma come il dio che ritorna, gli venne offerto un enorme disco d’oro sul quale erano incisi i simboli delle ere cicliche in cui gli Aztechi e i loro predecessori messicani credevano.
Quel prezioso oggetto, purtroppo, si è perso per sempre, poiché gli Spagnoli si affrettarono a fonderlo per ricavarne oro; tuttavia ne sono state ritrovate delle copie in pietra. I glifi rappresentavano i cicli dei «soli” o Ere, delle quali quella attuale è la quinta. 
Le prime Quel prezioso oggetto, purtroppo, si è perso per sempre, poiché gli Spagnoli si affrettarono a fonderlo per ricavarne oro; tuttavia ne sono state ritrovate delle copie in pietra.
 I glifi rappresentavano i cicli dei «soli” o Ere, delle quali quella attuale è la quinta. Le prime quattro finirono tutte con qualche catastrofe naturale - acqua, vento, tempeste e terremoti, animali feroci. La prima fu l’Era dei Giganti dalla testa bianca; la seconda, l’Era dell’Oro.
La terza fu l’Era del Popolo dalla testa rossa (che, secondo alcune leggende, fu il primo ad arrivare per nave alle Americhe); e la quarta fu l’Era del Popolo dalla testa nera, con il quale era arrivato anche il dio supremo messicano, Quetzalcoatl. 
Più a sud, nel Perù precolombiano, anche i popoli andini parlavano di cinque «Soli» o Ere.
 La prima fu l’Era dei Viracocha, divinità bianche e barbute; la seconda fu l’Era dei Giganti, seguita da quella dell’Uomo primitivo. La quarta fu l’Era degli Eroi, e poi venne la quinta, l’era contemporanea, l’Era dei Re, di cui gli Incas erano gli ultimi in ordine di tempo.La durata di queste Ere si misurava in migliaia di anni. Monumenti e tombe maya erano decorati con «fasce celesti” i cui glifi rappresentavano, a quanto si è scoperto, la divisione zodiacale dei cieli; manufatti rinvenuti tra le rovine maya e a Cuzco, la capitale inca, si sono rivelati essere in realtà calendari zodiacali.
Sembra che addirittura la stessa città di Cuzco fosse (come afferma S. Hagar negli atti del 14° Congresso di Americanisti) “una testimonianza in pietra” della familiarità che i popoli sudamericani avevano nei confronti dello zodiaco a dodici case. È evidente, dunque, che la divisione zodiacale dell’eclittica era già in qualche modo nota nel Nuovo Mondo millenni or sono, e che le Ere erano misurate in unità di Tempo celeste (2.160 anni).

 

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