A meno di ipotizzare che i terrestri possedessero, decine di migliaia o persino mezzo milione di anni fa, una civiltà avanzata e una tecnologia sofisticata che permisero loro di viaggiare nello spazio, arrivare su Marte e, tra le altre cose, erigervi dei monumenti, tra cui la Faccia, restano soltanto altre due alternative logiche.
La prima è che su Marte si siano evoluti degli esseri intelligenti, tali non soltanto da impegnarsi in costruzioni megalitiche ma anche di aspetto simile al nostro.In assenza di anche soltanto un microrganismo sul suolo di Marte, o di tracce di piante e di vita animale che tra le altre cose avrebbero potuto provvedere al nutrimento di marziani simili a noi, lo sviluppo di una popolazione su Marte simile a quella terrestre, e che arrivasse persino a duplicare le strutture trovate sulla Terra, sembra molto improbabile.L'unica alternativa plausibile rimane che qualcuno, che non apparteneva né alla Terra né a Marte, ed era capace di viaggiare nello spazio mezzo milione di anni fa, abbia visitato questa parte del sistema solare stabilendosi in essa e lasciando dietro di sé monumenti, sia sulla Terra che su Marte.
II riferimento al ruolo di "trasmettitore di messaggi" della "Faccia bianca" — la Sfinge di Giza — solleva la questione dello scopo della Faccia su Marte; perché, se si tratta effettivamente dell'opera di esseri intelligenti, per definizione non avrebbero sprecato tempo ed energia a creare la Faccia senza una ragione logica. Lo scopo era forse, come suggerisce'il testo egizio, di mandare il "messaggio dal Cielo" alla Sfinge sulla Terra, un "comando" secondo cui gli dei agivano, spedito da una Faccia ad un'altra Faccia bianca? Se questo era lo scopo della Faccia su Marte, allora dovremmo effettivamente aspettarci delle piramidi nei pressi, come ci sono a Giza; le, tre piramidi eccezionali, una più piccola e due colossali, si innalzano in simmetria tra loro e con la Sfinge. È interessante il fatto che il dott.Avinsky ravvisa tre piramidi vere e proprie nell'area adiacente alla Faccia su Marte.Come indicano le numerose prove presentate nei volumi della serie "Cronache terrestri", le piramidi di Giza non erano opera dei Faraoni ma furono costruite dagli Anunnald. Prima del diluvio universale il loro spazioporto si trovava nella penisola del Sinai, e le due grandi piramidi di Giza, due montagne artificiali, servivano come punti di riferimento per il corridoio di attcrraggio che aveva il suo apice nel Monte Ararat, la struttura naturale più evidente del Medio Oriente.
Sé questa è anche la funzione delle piramidi nella zona di Cydonia, si potrebbe trovare infine qualche correlazione con quell'imponente formazione naturale su Marte che è il Monte Olimpo.